Note al capitolo Dodici.

(1).  G.  W.  F.  Hegel, Introduzione alla storia della  filosofia,
traduzione di A. Plebe, Laterza, Bari, 1971, pagina 140.

(2).  Lo  stesso  Schopenhauer scrive che la comprensione  del  suo
pensiero  facilitata dalla conoscenza delle Upanishad indiane.

(3).  Ernesto Balducci, fautore del carattere unitario della storia
dell'uomo  fino dalle sue origini, ha intitolato il suo manuale  di
storia  della  filosofia  Storia  del  pensiero  umano,  sostenendo
giustamente che l'homo sapiens  uno, caratterizzato dall'uso della
ragione, e che  un "peccato contro la ragione [...] ritenere che i
diversi  da noi non hanno l'uso di ragione" (confronta E. Balducci,
Storia  del pensiero umano, Cremonese, Firenze, 1986, volume primo,
pagine undicesima-tredicesima).

(4). Confronta H. V. Guenter, La filosofia buddista nella teoria  e
nella  pratica,  traduzione  di  G.  Sardelli,  Astrolabio-Ubaldini
Editore,   Roma,  1975,  pagina  9;  J.  M.  Koller,  Le  filosofie
orientali, traduzione di A. Giuliani, Astrolabio-Ubaldini  Editore,
Roma, 1971, pagina 21.

(5). Vedi capitolo Uno, 2, pagine 14-15.

(6).  A  partire  dal  diciannovesimo secolo, la  "scoperta"  delle
culture orientali ha portato alla nascita e al fiorire di una serie
di  scienze  comparate,  dalla sociologia,  all'antropologia,  alla
linguistica, allo studio delle mitologie e delle religioni.  Questa
tendenza alla ricerca di elementi comparabili presenti nelle  varie
culture  comparse sul pianeta in luoghi, in epoche e in  situazioni
diverse, nata dalla evidenziazione dei caratteri comuni a tutto  il
genere  umano, ha presupposto uno sviluppo parallelo delle  diverse
civilt  e  si  risolta nella negazione di differenze  innegabili.
Tale  atteggiamento nella ricerca  esemplificato, nei suoi termini
generali, dall'opera di J. G. Frazer, Il ramo d'oro, pubblicata tra
il  1890  e il 1915. Un esempio di studio comparativo del  pensiero
orientale  e  greco si ha, in Italia, agli inizi del nostro  secolo
con  il lavoro di G. de Lorenzo, India e buddhismo antico (Laterza,
Bari,  1904), in cui si instaurano regolarmente paralleli tra India
e  Grecia:  inni vedici e inni omerici, immortalit in India  e  in
Grecia,  scuole  brhaminiche  e buddistiche  e  scuole  orfiche  e
pitagoriche,  redenzione in India e in Grecia, Budda e  Platone,  e
cos via. Sulla necessit di essere nella comparazione attenti alle
diversit  si  veda  G. Dumzil, Mito e epopea,  traduzione  di  P.
Fabbri,  3 volumi, Einaudi, Torino, 1968-1973, opera dedicata  allo
studio del mito nei popoli indoeuropei.

(7).  Queste immagini sono riprese da E. E. Wood, La filosofia  del
Vedanta,  traduzionedi  A.  Pollini,  Astrolabio-Ubaldini  Editore,
Roma, 1976, pagina 9.

(8). Ibidem.

(9).  Si  pensi  che il primo grande maestro del pensiero  Vedanta,
Shankara,  secondo  alcuni  studiosi sarebbe  vissuto  nel  settimo
secolo  dopo Cristo, mentre una tradizione assai diffusa lo colloca
nel terzo o quarto secolo avanti Cristo

(10).  Dall'antico  termine indiano Arya  che  significa  "nobili",
forse  connesso  con  il  greco args,  che  significa  "luminoso",
"bianco".

(11). La radice  la stessa del greco oda, "io so".

(12).  Il  criterio oggettivo sta invece alla base della  filosofia
greca:  due  sono le vie che puoi seguire, sosteneva  Parmenide,  e
alternative  fra loro, quella della Verit e quella  dell'illusoria
opinione.

(13). J. M. Koller, opera citata, pagina 32.

(14).  "In  verit agli inizi questo [universo] era  Brhman.  Esso
cre gli di, e dopo che li ebbe creati stabil la loro podest sui
vari mondi" (Shatapatha Brahmana, undicesimo, 2, 2, citato da J. M.
Koller, opera citata, pagina 31).

(15).  Confronta Mundaka Upanishad, primo, 1, 6, citata  da  J.  M.
Koller, opera citata, pagina 34.

(16). Confronta J. M. Koller, opera citata, pagine 36-37.

(17). L'antica lingua indiana.

(18).   Usando   la   terminologia   dell'idealismo   tedesco   del
diciannovesimo secolo, si potrebbe dire che esiste il problema  del
rapporto tra Io puro e Io empirico e tra Io e Non-io.

(19).  Si  tratta di un sistema filosofico esposto nelle 72  strofe
della  Samkhya-karika, redatta nei primi secoli dell'era cristiana,
ma le cui origini risalgono al periodo delle Upanishad.

(20).  Atman  presente in tutto l'universo "fino alla punta  delle
unghie",    in  esso "come il rasoio nella sua guaina".  Confronta
Brihadaranyaka  Upanishad, primo, 4, 7, citata  da  J.  M.  Koller,
opera citata, pagina 63.

(21). Sattva  armonia, purezza, bont.

(22).  Maya   l'illusione, la manifestazione illusoria  che  copre
come un velo la realt.

(23).  Yoga  significa "unione": la radice yug-    la  stessa  del
latino iugum, "giogo".

(24).  Non    possibile stabilire un'epoca certa in cui  collocare
questi  scritti;  le  ipotesi fatte dagli  studiosi  comprendono  i
secoli dal quinto al secondo avanti Cristo

(25). Ishvara  il Signore Supremo.

(26).  Confronta Sutra yoga di Patanjali, secondo, terzo, in J.  M.
Koller, opera citata, pagine 72-73.

(27). Confronta J. M. Koller, opera citata, pagine 73-74.

(28).   I  sistemi  Nyaya,  Vaisheshika,  Mimamsa,  che  concordano
nell'attribuire    realt    al    mondo    oggettivo,    percepito
dall'esperienza, indipendentemente dal fatto di essere  conosciuto.
Questi  sistemi  esprimono  una visione  dualistica  o  addirittura
pluralistica  del  reale  (confronta J. M.  Koller,  opera  citata,
pagine 75-87).

(29).  Il  Vedanta  costituisce la parte conclusiva  dei  Veda;  il
suffisso -anta significa "fine".

(30). Confronta E. E. Wood, opera citata, pagina 17.

(31). Confronta J. M. Koller, opera citata, pagina 90.

(32).  I  princpi sono i seguenti: 1) giusti progetti;  2)  giusta
risoluzione;  3) giusto parlare; 4) giusta azione; 5) giusti  mezzi
di  sussistenza;  6)  giusto sforzo; 7) giusta  consapevolezza;  8)
giusta concentrazione. Confronta J. M. Koller, opera citata, pagina
127.

(33).  "Se un uomo oscuramente parla o agisce, il dolore lo  segue,
come  la  ruota  segue il piede di chi la tira. Gli  elementi  sono
predeterminati dai pensieri, sono cumuli di pensieri, sono fatti di
pensieri. Se un uomo chiaramente parla o agisce, la gioia lo  segue
come  ombra  che  non lo abbandona" (Dhammapada, citato  da  J.  M.
Koller, opera citata, pagina 129).

(34).  Confucio,  La Grande Dottrina (Ta-Hseh), citato  da  J.  M.
Koller, opera citata, pagine 214 e 233-234.

(35).  Confucio indica in maniera precisa le regole delle relazioni
fra  gli  individui: amore nei genitori, piet filiale  nei  figli,
rispetto  nei fratelli pi giovani, amicizia nei fratelli maggiori,
lealt  tra  gli  amici,  rispetto per  l'autorit  nei  cittadini,
benevolenza nei legislatori.

(36).  L. Wieger, Les pres du systme taoste: Lao-Tzeu, Lie-Tzeu,
Tchoang-tzeu, Paris, 1950.

(37). Confronta J. M. Koller, opera citata, pagina 250.

(38). Lao-Tze, Tao T Cing, capitolo quarto.

(39). Ibidem.

(40). Vedi capitolo Uno, 2, pagina14.

(41). Vedi capitolo Due, 3, pagine 27-28.

(42).  Questo  discorso ha un valore di carattere  generale;  nella
filosofia   greca,  infatti,  non  mancano  riferimenti  fortemente
critici  alla  mitologia olimpica; basti pensare alle  critiche  di
Platone nei confronti dei racconti di Omero intorno agli di.  Vedi
capitolo Cinque, 8, pagina103.

(43).  Abbiamo visto che nelle culture orientali non   la  ragione
che illumina la Verit, ma la Verit che illumina la ragione.

(44).  A.  Altmann,  Judaism and World Philosophy:  from  Philo  to
Spinoza, in Louis Finkelstein (edited by), The Jews: their role  in
Civilization, Sohocken Books, New York, 1979 4, pagina 65.

(45). Ecclesiastico, primo, 1.

(46). Confronta A. Altmann, opera citata, pagina 68.

(47).  Nel  332 avanti Cristo la Palestina  sotto il controllo  di
Alessandro  Magno.  E' in questo periodo che come  Sacra  Scrittura
viene  adottato  il  Pentateuco, cio i primi  cinque  libri  della
Bibbia,  che  per gli Ebrei costituiscono un tutto  unico  chiamato
Torh  (Legge).  Nel  terzo secolo avanti  Cristo  si  rafforza  la
presenza  ebraica  in  Egitto,  che datava  dalla  conquista  della
Palestina da parte di Nabucodonosor (sesto secolo avanti Cristo), e
si forma ad Alessandria una importante comunit ebraica che avverte
la  necessit di avere una traduzione greca della Bibbia, il  libro
della sapienza ebraica: secondo la leggenda, il Sommo Sacerdote  di
Gerusalemme ader alla richiesta proveniente da Alessandria e invi
settantadue  anziani,  sei  per trib,  che,  nell'isola  di  Faro,
portarono a compimento la traduzione in settantadue giorni.  Al  di
l  della leggenda, la Bibbia tradotta in greco in fasi successive,
tra  il terzo e la fine del secondo secolo avanti Cristo, nota  con
il  nome di Bibbia dei Settanta, rappresenta un testo pi antico  e
talvolta migliore dei manoscritti ebraici.

(48).  Platone stesso avrebbe incontrato, durante un  soggiorno  in
Egitto,  il profeta Geremia e avrebbe appreso da lui l'insegnamento
mosaico fondato sul monoteismo. Confronta A. Altmann, opera citata,
pagina 67.

(49). Vedi capitolo Otto, pagina 187.

(50).  Filone di Alessandria pensa che non solo Platone,  ma  anche
Eraclito  e  Zenone  traggano ispirazione dalla  sapienza  mosaica.
Confronta  i  riferimenti  contenuti in R.  Mondolfo,  Il  pensiero
antico, La Nuova Italia, Firenze, 1961 3, pagina 474.

(51). Vedi capitolo Nove, 1, pagine 192-193.

(52).  Filone,  Leg. All., primo, 49, in R. Mondolfo,  Il  pensiero
antico,  citato, pagina 475. Attribuire a Dio le caratteristiche  e
le  qualit  degli uomini e delle cose del mondo   indice  di  non
essere in grado di usare la ragione.

(53).  "Quasi  tutto o la maggior parte nelle Leggi [la  Torh]  ha
senso  allegorico" (De v. pol. in Ios., 530 d, in R.  Mondolfo,  Il
pensiero antico, citato, pagina 474).

(54).  "C' chi, pensando che la parola della Legge sia simbolo  di
cose  intelligibili, queste cura assai, quella trascura facilmente:
io  lo  biasimo  di  tal leggerezza. Di entrambe  le  cose  bisogna
preoccuparsi:  della ricerca accurata del senso  nascosto  e  della
diligente  osservanza  dei  segni  palesi  [...].  Questi   bisogna
assimilare al corpo, quello all'anima: come dunque s'ha da  pensare
al  corpo  in quanto sede dell'anima, cos s'ha da curar la  parola
della  Legge;  ch osservando questa si conoscer pi  chiaro  quel
significato di cui tal parola  il simbolo" (De migr. Abr., 402, in
R. Mondolfo, Il pensiero antico, citato, pagina 475).

(55).  La  subordinazione  di  Filone all'ortodossia  pu  apparire
dubbia  se  si  considerano aspetti importanti quali la  creazione.
Affascinato  dal  platonismo, rielabora  il  mito  del  Demiurgo  e
afferma   l'impossibilit  che  Dio,  sapiente  e   beato,   tocchi
l'indeterminata  e caotica materia. Quindi Dio avrebbe  provveduto,
in  vista della creazione del mondo, a una quantit sufficiente  di
materia,  in modo che non ne mancasse n avanzasse, e poi,  per  la
creazione  vera  e  propria,  si  sarebbe  avvalso  "delle  potenze
incorporee,  il cui nome vero  Idee, perch ogni genere  prendesse
la  forma conveniente" (confronta R. Mondolfo, Il pensiero  antico,
citato pagina 478). La materia precreata da Dio  molto vicina alla
materia madre platonica coeterna alle Idee.

(56). Nella cultura ebraica Filone fu conosciuto solo a partire dal
sedicesimo  secolo. Confronta G. F. Moore, Storia delle  religioni,
traduzione  di  G.  La Piana, Bari, Laterza, 1963  [prima  edizione
1922],  volume  secondo, pagina 69, e L. Sestieri, Lo spiritualismo
ebraico, Studium, Roma, 1987, pagina 98.

(57). In particolare nel Vangelo di Giovanni.

(58).  Confronta L. Sestieri, opera citata, pagine  100-101,  e  A.
Altmann, opera citata, pagina 82.

(59). M. Maimonide, Guida dei perplessi, primo, 63, in L. Sestieri,
opera citata, pagina 103.

(60). Confronta E. Balducci, opera citata, pagina 324.

(61).  Alessandro  di Afrodisia (secondo-terzo secolod.C.)  insegn
filosofia aristotelica ad Atene fra il 198 e il 211. E' considerato
il maggior commentatore antico di Aristotele.

(62). Ancora nel 1608, sul frontespizio della traduzione latina del
suo  Canone di medicina, pubblicata  a Venezia, Avicenna  definito
"principe dei medici".

(63). Confronta Dante, Inferno, quarto, versi 130-144.

